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Le numerosissime cariche che Goethe assunse nel corso degli anni minacciavano di soffocare il suo estro poetico; per questo motivo Goethe richiese ed ottenne dal Duca Carlo Augusto un permesso illimitato e partì nel 1786 per l’Italia. La speranza di una rigenerazione che Goethe si aspettava da questo viaggio è stata soddisfatta al punto che egli nella sua prima lettera da Roma poté scrivere a sua madre: «Tornerò come rinato e vivrò con gioia ancora maggiore per me e i miei amici». |
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Questa lettera può essere ammirata in una delle prime vetrine della sala dedicata al viaggio di Goethe in Italia. Dalla versione definitiva della V Elegia Romana, che Goethe aveva regalato a Fritz Jacobi, si può avvertire quanto Goethe si sentiva «entusiasta nella culla della classicità». Grazie alla frequentazione di un circolo di artisti tedeschi pieni di gioia di vivere, si sviluppò la passione di Goethe per lo spirito e l’arte formale tipici della classicità. |
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Un disegno a penna del pittore Friedrich Bury esposto assieme ad altre opere di questo artista mostra con vivacità come Goethe in loro compagnia ha trovato le sue proprie leggi dell’arte classica. In tutto tre sale sono dedicate al primo ed al secondo soggiorno romano di Goethe inclusa la gita in Sicilia. |
© Museo di Goethe
Fondazione Anton e Katharina Kippenberg
D-40211 Düsseldorf, Jacobistraße 2, tel. ++49 (211) 89-96262
Orario di apertura:
dal martedì al venerdì e la domenica: dalle ore 11 alle ore 17
sabato: dalle ore 13 alle ore 17