
Quando Goethe nella primavera del 1770 si trasferì a Strasburgo per ivi proseguire i suoi studi, i suoi ideali artistici erano già notevolmente cambiati. Nonostante nella vetrina dedicata al suo soggiorno a Strasburgo vi sia una sua lettera del Febbraio 1770 che testimonia che Goethe all’ora programmava di trasferirsi da Strasburgo a Parigi alla fine dei suoi studi, egli in effetti non ha mai visitato la capitale francese: le esperienze fatte a Strasburgo sono state troppo intense perché i modelli francesi potessero ancora avere sufficiente valore per lui. La cattedrale, Herder e Shakespeare hanno costituito per Goethe un’unità spirituale che lo ha portato su un cammino completamente diverso. È per questo motivo che accanto alla relativa vetrina è appesa un’incisione colorata di Strasburgo, la quale mette in evidenza la straordinaria grandiosità della cattedrale. Ed è per questo motivo che non lontano dalla vetrina si trova un busto di Herder e nella vetrina stessa vi è l’esemplare di un’edizione dell’ «Otello» di Shakespeare che Goethe aveva regalato con dedica autografa al suo compagno di studi di Strasburgo Lerse «come eterno ricordo». Ma nella vetrina successiva viene anche rievocato l’amore di Goethe per Friederike Brion, la figlia del pastore di Sessenheim, ossia attraverso una traduzione dall’inglese dell’ «Ossian» scritta a mano da Goethe e trovata tra il suo lascito. |
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A ciò seguono le testimonianze degli ulteriori legami intrattenuti da Goethe: il circolo di Darmstadt è rappresentato da un ritratto di Johann Heinrich Merck e, nella vetrina adiacente, dalla raccolta delle «Oden und Elegien» («Odi ed elegie») di Klopstock pubblicata dalla contessa Caroline von Hessen-Darmstadt per il circolo di Darmstadt «Die Empfindsamen» («I sensibili») in soli trentaquattro esemplari. Nelle immediate vicinanze della vetrina è appeso un ritratto ad olio di Klopstock, verso il quale «Die Empfindsamen» nutrivano una devota ammirazione. |
| Un’ultima vetrina riguardante il periodo trascorso da Goethe a Francoforte è nuovamente dedicata alla famiglia Goethe: essa contiene un ritratto della sorella di Goethe Cornelia, che dopo il suo matrimonio assunse il cognome Schlosser, la lettera di auguri per il matrimonio che la zia Susanna Katharina von Klettenberg, il cui pietistico «Predigtbuch» («Libro delle prediche») ricorda quanto sia stato importante il suo ruolo nella trasformazione spirituale avvenuta in Goethe tra il suo soggiorno a Lipsia e il trasferimento Strasburgo, aveva scritto ai «miei cari amici della famiglia Goethe e della famiglia Schlosser». Ma in questa vetrina si trova anche, quale testimonianza dell’attività di avvocato svolta da Goethe a Francoforte, la sua difesa a favore di «Rachel Wetzlar nella causa Natan Wetzlar contro i creditori» del 18.07.1774. |
© Museo di Goethe
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dal martedì al venerdì e la domenica: dalle ore 11 alle ore 17
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