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Poiché il poema del«Faust» ha costituito per Goethe un ponte verso la propria vecchiaia, come ultima sala espositiva troviamo un locale dedicato a Goethe in tarda età. Un ritratto ad olio dipinto da Gerhard von Kügelgens mostra il viso di Goethe sessantunenne; i busti realizzati da Christian Friedrich Tieck e Christian Daniel Rauch rappresentano l’aspetto del poeta quando aveva settantun anni; il ritratto a olio dipinto da Heinrich Kolbe dà un’idea delle preoccupazioni che tormentavano Goethe all’età di settantasette anni. |
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Due vetrine con ricordi dei soggiorni a Francoforte del 1814 e 1815 contengono, quale preziosissimo risultato di questi viaggi effettuati da Goethe lungo il Meno ed il Reno, le poesie scritte di sua mano per il «Buch Suleika» («Libro di Suleika»), facente parte dell’opera «West-östlicher Divan», tra le quali si trova il manoscritto definitivo di «Vollmondnacht» («Notte di luna piena») e «Ginkgo biloba». |
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Le poesie rivolte a Suleika sono dedicate a Marianne von Willemer, una donna di Francoforte che Goethe incontrò per l’ultima volta nel settembre del 1815 al castello di Heidelberg. Il luogo dove essi si diedero addio è stato ricordato da Goethe in un acquarello qui esposto assieme alle poesie di Suleika.
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Nel primo dei due viaggi al Reno ed al Meno Goethe fece la conoscenza di Zelter. Fu costui la prima persona a cui egli, dopo il doloroso congedo a Marienbad da Ulrike von Levetzow, della quale è esposto un rilievo colorato assieme al testo dell’elegia di Marienbad, diede da leggere le poesie. |
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A questo intimo amico dell’anziano Goethe è dedicata una vetrina contenente composizioni musicali di poesie di Goethe scritte da Zelter stesso di propria mano. Il visitatore può osservare il suo ritratto in un dipinto a olio di Johann Eduard Wolff. Le numerose lettere che testimoniano la corrispondenza con il suo amico sono state pubblicate da Goethe non ultimo nell’intenzione di mettere a disposizione della sua famiglia, rappresentata in dipinti a olio di Joseph Friedrich Raabe e Louise Siedler, delle fonti d’entrata da cui attingere dopo la sua morte. |
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È stato lo stesso obiettivo a spingere Goethe nel 1828 ad una riedizione di tutte le sue opere. A questo lavoro ed ai fedeli assistenti della casa Goethe che hanno contribuito alla sua realizzazione è dedicata la penultima vetrina, a cui segue quella che ci introduce virtualmente nella sua camera ardente, presentata all’osservatore attraverso una piccola litografia a colori. Il disegno realizzato a mano da Preller al letto di morte di Goethe mostra l’immagine del poeta giacente nella bara con il capo ornato di alloro. Altrettanto toccante è un programma di lavoro del gennaio del 1832, in quanto non fu più possibile per Goethe realizzare tutti i propositi in esso contenuti e parzialmente annotati a mano da lui stesso. Nella stessa vetrina, di fronte a questo calendario di appuntamenti, si trova il contratto scritto a mano che Goethe stipulò con Eckermann riguardo all’edizione delle sue opere postume, tra le quali si deve citare in particolare il «Faust II», che fu pubblicato ancora nell’anno in cui Goethe morì, il 1832.
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© Museo di Goethe
Fondazione Anton e Katharina Kippenberg
D-40211 Düsseldorf, Jacobistraße 2, tel. ++49 (211) 89-96262
Orario di apertura:
dal martedì al venerdì e la domenica: dalle ore 11 alle ore 17
sabato: dalle ore 13 alle ore 17